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Chirurgiaoftalmica

Lipofilling

    • Cos'è

    È una tecnica che permette, di prelevare cellule adipose vitali, dal soggetto che deve sottoporsi all'intervento. In questo modo si evitano allergie e si riduce al minimo il rigetto che invece può verificarsi qualora il riempimento sia effettua con materiali sintetici.
    Il tessuto adiposo aspirato viene eseguito in tre fasi consecutive: la prima fase prevede il prelievo di tessuto adiposo da un sito donatore adatto; successivamente il tessuto grasso aspirato (lipoaspirato) viene purificato per eliminare il supernatante ed eccesso oleoso acellulare per centrifugazione dolce, e infine il grasso purificato viene reiniettato attraverso una tecnica di reimpianto tridimensionale.Il lipofilling può anche essere ripetuto, se necessario, da tre a sei mesi dopo la prima procedura.
    Grazie al Lipofilling si possono aumentare anche i volumi del volto e posticipare l'intervento di lifting facciale, riempiendo le rughe e distendendo la cute ormai con ipotono e ipotrofia.
    L'intervento può essere eseguito in anestesia locale con sedazione in regime di Day-surgery. Il postoperatorio è caratterizzato da ecchimosi, ematomi, edema; i punti vengono rimossi in settima/ottava giornata.
    Il lipofilling può essere eseguito anche in anestesia generale. Queste opzioni sono discusse con il medico e dipendono dalla superficie della zona che deve essere lipofilled.

Cataratta

    • Cos'è

    Per Cataratta si intende un opacamento del cristallino dell’occhio che da effetti quali vista offuscata, abbagliamento ed elevata ipersensibilità alla luce, peggioramento del contrasto nella visione, insorgere della miopia o aggravamento della miopia.

    • Come si cura?

    Il metodo ideale è rappresentato dall'intervento chirurgico con impianto di una lente artificiale, che sostituisce la capacità rifrattiva del cristallino naturale asportato. Non si avverte alcuna presenza della lente nell’occhio che viene fissata con piccole molle ed è sottilissima. L'anestesia più leggera è quella "topica" o "locale", ovvero anestesia locale dell'occhio mediante gocce e una piccola iniezione all'esterno dell'occhio. Raramente si rende necessaria l'anestesia totale. Il medico saprà aiutare nella scelta e nella decisione. Non è necessario il ricovero.

Calazio

    • Cos'è

    Si tratta di una alterazione ed infezione delle ghiandole sebacee congiuntivali che sono presenti nello spessore della palpebra. L’infiammazione di queste ghiandole porta al rigonfiamento della palpebra.

    • Come si cura?

    Il calazio viene risolto con un piccolo intervento in anestetico locale e con l’incisione del tessuto palpebrale per l’asportazione e la pulizia della ghiandola infiammata; quasi sempreè necessario apporre punti di sutura. L’occhio verrà bendato perqualche ora.

Pterigio

    • Cos'è

    È una malattia della superficie dell’occhio, determinata da una crescita anomala della congiuntiva sulla cornea. Si tratta di una malattia oculare che consiste in una crescita anomala della congiuntiva, che arriva a coprire la superficie esterna e trasparente dell’occhio che si trova davanti all'iride (cornea).

    • Come si cura?

    Con terapia chirurgica con intervento ambulatoriale e anestesia locale anche se spesso tende a recidivare.

Chirurgia refrattiva

    • Cos'è

    La chirurgia refrattiva comprende tutte le metodiche volte a correggere i difetti refrattivi: miopia, astigmatismo, ipermetropia, anisometropia, presbiopia. Lo scopo della chirurgia refrattiva è quello di aumentare la capacità visiva naturale, di eliminare o ridurre l’impiego degli occhiali e delle lenti a contatto, di migliorare la qualità di vita del paziente.

    • Come si esegue l’intervento di chirurgia refrattiva?

    Con il laser con il quali si effettuano interventi di ablazione di un centesimo di millimetro di tessuto stromale il che consente la correzione di una diottria. Con ritocchi infinitesimali, la curvatura della superficie corneale di un occhio ametrope viene rimodellata in maniera adeguata alle necessità refrattive di ogni paziente (miopia, ipermetropia, astigmatismo).L'ablazione ridisegna il profilo corneale per consentire una nuova visione.

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Trapianto di cornea

    • Cos'è

    La cornea è un tessuto particolare con numerose caratteristiche tra cui la più sorprendente, e ancora inspiegata, è la trasparenza. Traumi o malattie oculari possono alterare in maniera irreversibile la trasparenza della cornea provocando un grave danno visivo. Tra le malattie che più frequentemente possono portare all’opacamento della cornea ritroviamo il cheratocono nelle fasi più avanzate. I pazienti affetti da chearatocono possono beneficiare di un trapianto di cornea lamellare nella fasi intermedie della malattia, o nel trapianto di cornea perforante quando la cornea è ormai opaca e assottigliata.

    • Come si esegue l’intervento di chirurgia refrattiva?

    Il trapianto di cornea viene effettuato grazie all’impiego di una cornea di un donatore che sostituisce la cornea malata del ricevente. Il trapianto può essere totale o parziale. Nel Cheratocono la porzione corneale malata e’ costituita dallo strato anteriore deformato e sfiancato, esso viene tolto dal paziente con una delicata procedura di slammellamento e sostituito con analoga parte del donatore. Nella Cheratopatia Bollosa da scompenso corneale la parte malate e’ quella posteriore che viene delicatamente asportata e sostituita da analoga parte del donatore. Attualmente vengono preferiti gli interventi parziali per il minor rischio di rigetto e nel caso del trapianto della porzione posteriore per il più rapido recupero. Tuttavia il trapianto perforante mantiene una validità di efficacia soprattutto per le migliori performance visive che possono ottenersi per l’assenza di piani di separazione tra la cornea donata la cornea ricevente. Il trapianto richiede nel postoperatorio terapia con cortisonici ed antibiotici in collirio talora sistemici che possono essere utilizzati pe periodi molto prolungati. L’intervento di cheratocono viene preferibilmente effettuato in anestesia generale, mentre per lo scompenso corneale si preferisce un’anestesia locale.

Chirurgia vitreo-retinica

    • Cos'è

    Il vitreo è un gel compatto situato all’interno dell’occhio e la retina è un sottile strato di tessuto nervoso che riveste la superficie posteriore dell'occhio e trasforma i segnali luminosi , provenienti dall'esterno, in impulsi nervosi, i quali sono trasmessi al cervello attraverso il nervo ottico.

    • Come si curano le patologie vitreo-retiniche?

    Le patologia sono diverse e gli interventi adatti sono da valutare con lo specialista.

Odontoiatriae chirurgia orale

Implantologia

    • Cos'è

    L’implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con altrettante radici sintetiche ancorate nell’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono anche fungere da supporto per una protesi completa (la cosiddetta dentiera). Occorre ricordare che l’utilizzo della soluzione implantare permette di conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio da colmare in quanto la protesizzazione degli impianti non coinvolge se non di rado anche i denti naturali. L'implantologia costituisce una delle branche dell’odontoiatria che maggiormente consentono di ottenere una perfetta riuscita funzionale ed estetica allo stesso tempo. L’implantologia si avvale di elementi metallici (denominati appunto “impianti dentali”) che vengono inseriti nell’osso mascellare o mandibolare. In pratica viene inserita una radice sintetica nell’osso sottostante la gengiva e sopra di essa verrà posizionato un dente nuovo. Attualmente sono utilizzati nella maggior parte dei caso impianti in titanio puro perché non provoca reazioni da corpo estraneo.

Chirurgia Orale

    • Cos'è

    La chirurgia orale comprende un ampio numero di interventi eseguiti in anestesia locale ed in ambiente ambulatoriale, per il trattamento di numerose situazioni cliniche come la mancanza dei denti o di condizioni patologiche come granulomi, cisti dei mascellari o denti inclusi. In casi particolari, o quando il paziente lo richieda, è possibile eseguire interventi di chirurgia orale, anche, in anestesia generale o in sedazione, con il fine di minimizzare gli stress e l'ansia durante l'intervento. Tra i più frequenti interventi di chirurgia orale c'é l'estrazione dei denti del giudizio inclusi per motivi di spazio. Le patologie periapicali sono malattie infiammatorie, spesso asintomatiche, causate da germi ed infezioni presenti all'interno dei canali degli elementi dentali. Solitamente si curano tramite una corretta devitalizzazione dei denti, ma quando la terapia canalare è impossibile o complessa quando da questa patologia derivano lesioni ossee di dimensioni consistenti come granulomi o cisti è opportuno il trattamento chirurgico. Anche questi interventi di chirurgia orale vengono solitamente eseguiti in regime ambulatoriale e permettono una guarigione molto rapida e libera da complicanze e problematiche postoperatorie.

Ortodonzia

    • Cos'è

    L’ortodonzia è quella particolare branca dell’odontoiatria che studia le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari; è attuata esclusivamente dagli odontoiatri e specialisti in ortognatodonzia. Essa ha lo scopo di prevenire, eliminare o attenuare tali anomalie mantenendo o riportando gli organi della masticazione e il profilo facciale nella posizione più corretta possibile. La pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali. Terapia chirurgica: si attua estraendo quei denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione dento-facciale.
    Terapia meccanica: si attua mediante la costruzione di diversi tipi di apparecchi che potremo suddividere in:
    Apparecchi attivi: agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.)
    Apparecchi passivi: sfruttano le forze masticatorie essendo di per sé inattivi (es. placca vestibolare, piano inclinato, ecc.)

Chirurgia paradontale

    • Cos'è

    La terapia chirurgica parodontale è riservata a quei pazienti in cui la terapia non chirurgica non è stata in grado di eliminare completamente le cause dell’infiammazione dei tessuti attorno ai denti, con l’obiettivo di cercare di ridurre i danni prodotti dalla malattia parodontale. Essa permette anche di ostacolare la crescita dei batteri che vivono in assenza di ossigeno e ha il vantaggio di facilitare il controllo della placca.

Conservativa

    • Cos'è

    L’odontoiatria conservativa si occupa di trattare le lesioni a carico dello smalto e della dentina dei denti (in principal modo dovuta a carie, ma anche a traumi) con la finalità di restaurare la normale funzione ed estetica di quest’ultimi. Per restaurare tali lesioni, è possibile utilizzare:
    una tecnica diretta (l’odontoiatra prepara nel dente una idonea cavità e la ottura nella stessa seduta);
    una tecnica indiretta (l’odontoiatra prepara una cavità, e ne rileva un’impronta che passa poi ad un laboratorio odontotecnico. L’odontotecnico (tecnico specializzato nel costruire manufatti quali dentiere, protesi dentali, intarsi) costruisce poi un manufatto su misura, di grande precisione, che verrà cementato sul dente dall’odontoiatra nel corso di una seduta successiva).
    La tecnica diretta è la più frequentemente utilizzata nel caso di lesioni piccole e medie; la tecnica indiretta di norma è riservata alle perdite di sostanza dentale più importanti. Fino a pochi anni or sono, il materiale più frequentemente utilizzato per le otturazioni dei molari e premolari era costituito dall’amalgama d’argento. Da qualche anno tale materiale è stato progressivamente rimpiazzato dalle resine composite, che permettono, oltre ad una migliore estetica, anche l’esecuzione di cavità più conservative; tali resine composite vengono utilizzate con l’ausilio della diga di gomma, ovvero di un foglio di gomma, posto in bocca del paziente, che ha lo scopo di non far bagnare i denti da trattare dalla saliva. Nelle cavità più estese dove è necessaria una ricostruzione delle cuspidi o si ricorre ancora all’amalgama d’argento (soluzione più economica ma non estetica) o si ricorre a restauri indiretti di tipo intermedio rispetto ad una corona protesica quali onlays in oro (non estetici), in ceramica o in resina composita (entrambi estetici).

Chirurgiaplastica

Blefaroplastica

    • Cos'è

    la blefaroplastica è una tecnica chirurgica di natura estetica che interviene sulla palpebra per eliminare la cute e il grasso in eccesso. Si può fare sia ‘superiore’ sia ‘inferiore’ con rimozione di ernie di grasso e cute in eccesso nella parte sopra e sotto l’occhio.

Otoplastica

    • Cos'è

    l’otoplastica è una tecnica chirurgica che corregge le anomalie congenite delle orecchie non traumatizzando la cartilagine con un intervento laser che si svolge in ambulatorio con anestesia locale di durata ridotta, circa un’ora.

Mentoplastica additiva e riduttiva

    • Cos'è

    la mentoplastica additiva comporta l’inserimento di protesi in silicone inserita nella curva del mento da accentuare attraverso una piccola incisione all’interno della bocca con un intervento di tipo ambulatoriale della durata di 1 ora e mezza. La mentoplastica riduttiva viene eseguita praticando un piccola incisione all’interno della bocca e con l’ausilio di una fresa viene ridotto l’ossa creando un rimodellamento della morfologia. L’anestesia è locale e l’intervento ambulatoriale dura max 1 ora e mezza.

Liposuzione

    • Cos'è

    È un intervento che permette di ridurre gli accumuli adiposi e quindi di rimodellare la silouhette corporea. Viene eseguito inserendo una cannula d’aspirazione da piccole incisioni cutanee. Viene eseguita sia in anestesia locale che con anestesia generale o sedazione a seconda della quantità da rimuovere. Nel postoperatorio saranno presenti lividi e gonfiore che tenderanno a scomparire nell’arco di un mese.

Rinoplastica

    • Cos'è

    Un intervento chirurgico per rimodellare il naso, si interviene modificando la forma delle cartilagini alari che costituiscono la punta del naso e/o si riduce il gibbo nasale che modifica la forma strutturale esterna, permette anche di risolvere se necessario problemi respiratori nasali. L’intervento viene effettuato in anestesia locale con sedazione o anestesia generale a seconda che sia solo un rimodellamento della punta (rinoplastica parziale) o un rimodellamento anche osseo (rinoplastica completa). Non è un intervento doloroso contrariamente a quanto si pensi, nel postoperatorio sono di solito presenti edema (gonfiore) ed ecchimosi (lividi) che tendono a sparire nel giro di una settimana. La durata dell’intervento è variabile da un’ora a 2 ore e trenta per gli interventi completi.

Mastoplastica e mastopessi

    • Cos'è

    La mastoplastica è un intervento eseguito a livello del seno. Viene definita mastoplastica additiva quando l’intento è quello di aumentare il seno di volume. Di solito procede all’inserimento di protesi mammarie, ma recentemente viene anche proposto un aumento con un innesto del proprio grasso (lipofilling). La protesi è in silicone e ricoperta da un involucro testurizzato che ne permette una migliore biocompatibilità, viene inserita dal solco mammario o da una incisione sotto aureolare o anche da un’incisione ascellare. Può essere inserita al di sotto del muscolo pettorale con tecnica dual-plane o sottoghiandolare a seconda della paziente. Per mastoplastica riduttiva invece si intende la diminuzione del seno nei casi sia un seno molto voluminoso. Si può contemporaneamente eseguire un intervento di lifting mammario risollevando il seno. Da questo intervento residuano cicatrici visibili attorno all’areola, e a livello della parte inferiore del seno. Con mastopessi invece si intende un sollevamento e un rimodellamento del seno verso l’alto. Si pratica quando la paziente è contenta del proprio volume mammario ma presenta un seno un po’ sceso sia per età che in seguito ad una gravidanza o allattamento. Da questo intervento esitano cicatrici attorno ai capezzoli ed eventualmente nella regione inferiore della mammella.

Chirurgia delle parti intime femminile

    • Cos'è

    Esistono diversi interventi che si possono eseguire a livello delle parti intime femminili al fine estetico di migliorare l’aspetto o la funzionalità. Non sempre è necessaria la chirurgia, per ridonare un aspetto più tonico alle grandi labbra di solito svuotate per età o dopo un parto, può bastare un aumento delle grandi labbra con acido jaluronico o del grasso prelevato dalla stessa paziente (lipofilling). Se il problema è un eccesso di piccole labbra si può praticare un intervento di riduzione detto anche Nynphoplastica. Questo intervento viene eseguito in anestesia locale e non ha di solito grosse complicanze se non un po’ di dolore successivamente e per qualche giorno. Se invece il problema è ridurre il diametro della vagina si esegue un intervento detto vaginoplastica. Questo intervento è sicuramente il più delicato tra tutti gli interventi delle parti intime. Richiede un approccio chirurgico più sofisticato e di solito viene praticato dal chirurgo plastico e ginecologo associati.

Addominoplastica

    • Cos'è

    L’addominoplastica è un intervento che viene eseguito al fine di rendere “piatta” la parete addominale. Esistono miniaddominoplastiche che si eseguono quando l’ecceso di cute da rimuovere è modesta, in questo caso la cicatrice sarà di poco superiore a quella del cesareo e di solito viene ben coperta dal costume. L’addominoplastica completa invece è un intervento che riduce la pelle in eccesso ed eventualmente il grasso in eccesso, quando associato a liposuzione, viene eseguito con riposizionamento dell’ombelico. Si avranno quindi delle cicatrici a livello dell’ombelico e una al di sopra del pube.

Bolle di Bichat

    • Cos'è

    Nel caso di un viso troppo paffuto e rotondo o di sindromi cranio-facciali (caratterizzate da strutture molli del viso mal posizionate) è possibile ricorrere alla rimozione della bolla presente all’ interno delle guance, chiamata “bolla di Bichat”. Questo accumulo di grasso presente nello spessore profondo delle guance per alcuni rappresenta un inestetismo da togliere e sono in aumento le richieste di interventi di rimozione per ottenere un viso più sfinato.

    • Come si cura

    La procedura prevede la pratica di un’incisione invisibile all’ interno della bocca da cui viene aspirato il grasso in eccesso. Il grasso prelevato si può iniettare in altre zone come labbra, fronte, rughe naso labbiali o zigomi.